La sfida di Champions League tra giallorossi e turchi si porta dietro storie e incroci
La sfida di Champions League tra giallorossi e turchi si porta dietro storie e incroci
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Greenwood avrebbe potuto giocare questa partita al fianco di Dybala e di Malen e non da loro avversario. Gasperini oggi lo guarderà sfrecciare - augurandosi che la sua difesa possa almeno limitarlo - con il rammarico di chi, con un giocatore così, avrebbe potuto alzare ulteriormente l’asticella, chissà se ponendo lo scudetto come un obiettivo non ambizioso ma alla portata. La Roma è stata forte sull’inglese per tutto il mese di giugno e oggi vorrà quanto meno dimostrargli che i soldi (10 milioni l’anno di stipendio) nel calcio non sono tutto. A quel punto chissà se anche Mason uscirà dal campo con dei rimpianti. Ma lui non sarà il solo ad avere qualche filo annodato con la Roma. In estate i giallorossi hanno fatto anche un sondaggio per l’attaccante Kerem Aktürkoğlu e in passato avevano trattato dal Wolverhampton il terzino Nelson Semedo. Poi c’è pure chi nella Capitale ha giocato, come Romelu Lukaku, portato a Ciampino da Dan Friedkin in persona a bordo del proprio aereo. Lukaku ha condiviso l’attacco romanista con Dybala nella terza stagione di Mourinho, quella poi conclusa da De Rossi. Nelle gerarchie del tecnico Kartal davanti a Big Rom c’è però Vedat Muriqi, uno dei due ex Lazio nella rosa dei turchi. L’altro è Guendouzi, squalificato dopo la rissa di Lione nel playoff, un calciatore che ha sempre vissuto il derby con particolare foga, scontrandosi ripetutamente con la Joya. Ci sarebbe poi anche Oostewolde, il terzino che D’Amico aveva preso proprio dal Fener e che il club di Trigoria ha rimandato a casa dopo le visite mediche. Nei giorni scorsi è stato operato in Turchia.
«Abbiamo studiato ogni aspetto del loro gioco - ha detto ieri il tecnico Kartal - sappiamo che in alcune fasi si prendono dei rischi e dobbiamo approfittarne. Di sicuro sono in una grande forma e hanno la rosa più forte della loro storia». Anche l’ex Inter Skriniar ha promesso battaglia: «Non ci spaventa il loro attacco».
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