A meno di ventiquattr'ore dall'inizio del 66° Salone Nautico Internazionale di Genova, l'industria della navigazione italiana si presenta in crescita costante e come una dei leader mondiali del settore. Una fotografia positiva, quindi, quella presentata da "La Nautica in Cifre – LOG" evento tenutosi oggi, 30 settembre, nell’ambito del Boating Economic Forecast, appuntamento dedicato all’analisi dell’industria navale promosso da Confindustria Nautica.
La Nautica in Cifre rappresenta da anni uno strumento fondamentale per interpretare l'evoluzione economica della nautica da diporto italiana, attraverso dati e indicatori dedicati al settore. "Il 2025 è stato un anno di riconferme per l'industria italiana, il fatturato annuo ha superato gli 8,72 miliardi con una crescita dell'1,4%. Quindi possiamo iniziare questo Salone Nautico con grande ottimismo" afferma Stefano Pagani Isnardi, direttore dell’ufficio studi di Confindustria Nautica.
Pagani Isnardi: "In ogni barca vi sarà sempre un tassello italiano"
Negli ultimi anni vi sono stati numerosi cambiamenti nel mondo delle grandi imbarcazioni, soprattutto fra gli stati che si sono imposti come produttori leader del settore: "La Turchia nell'ultimo decennio ha scalato la classifica, ma i primi tre cantieri per grandi yacht sono tutti italiani -continua Isnardi- e sorprendentemente la situazione si è ribaltata: non è la domanda ad essere bassa, ma l’offerta a non riuscire a tenere il passo. Bisogna trovare nuovi spazi in cui costruirli anche perché loro da soli valgono l’80% della produzione navale nazionale".
Un paradosso che mostra la crescita del mercato delle grandi imbarcazioni: "I cantieri non hanno la capacità produttiva adatta per la richiesta, e quindi per avere un'immagine corretta delle effettive dimensioni del settore è molto utile anche considerare gli over-booking, non solo le imbarcazioni varate e messe in mare" prosegue Isnardi.
Il mercato presenta però due facce della stessa medaglia. Se il comparto degli yacht mostra una crescita stabile, la piccola nautica e il mondo della vela attraversano una fase più complessa. Si tratta di un segmento alimentato soprattutto dalla passione, che a livello mondiale ha registrato una contrazione dei profitti. Tra le principali criticità emerge la mancanza di un adeguato ricambio generazionale, da sempre fondamentale per avvicinare fin da giovani nuovi appassionati alla vela e, più in generale, al mondo della nautica.
"Nel 2013 gli impiegati in questo mondo erano 16mila, oggi sono il doppio ma si fa ancora fatica a trovare lavoratori specializzati. Anche se siamo i migliori in questo settore, non si riescono a trovare dipendenti qualificati e tutto ciò potrebbe rappresentare un problema per il futuro. Stiamo facendo molti tavoli di approfondimento e avvicinamento a questo mondo, per far comprendere ai giovani che è un mercato in crescita e con tanti posti di lavoro. La passione e la qualità dei nostri lavoratori è il vero quid in più" conclude Stefano Pagani Isnardi.
Fortis: "Oggi la nautica mondiale parla italiano"
La vocazione internazionale continua a rappresentare uno dei principali fattori distintivi dell’industria nautica italiana. "Oggi fra le eccellenze indiscusse del Made in Italy c’è la nautica" dichiara Marco Fortis, vice presidente di Fondazione Edison e docente dell’Università Cattolica. "A rendere possibile questa crescita è la capacità di coniugare innovazione tecnologica, qualità ed eleganza del prodotto: caratteristiche che hanno rafforzato la competitività della nautica italiana e contribuito al successo del settore."
L’Italia si contraddistingue per le eccellenze territoriali, e la nautica non fa eccezione: quasi il 90% del fatturato della cantieristica è concentrato in cinque poli territoriali, mentre l’Alto Mediterraneo, tra Liguria e Toscana, rappresenta oltre la metà del totale.
"Alla capacità competitiva del settore contribuisce in maniera significativa anche l’industria degli accessori e degli equipaggiamenti, che nel 2025 registra un fatturato complessivo pari a 2,03 miliardi di euro, un dato che testimonia la capacità delle imprese italiane della componentistica di inserirsi nelle catene produttive dei cantieri internazionali" finisce Fortis.
Le previsioni del 2027? Caratterizzata dall'ottimismo
Le prospettive per il 2027 lasciano spazio a un cauto ottimismo. Al netto del comparto dei super yacht, che si mantiene stabile, i segnali più positivi arrivano dalla piccola nautica, per la quale si stima una crescita complessiva di circa il 5% rispetto al 2026. Indicazioni favorevoli anche dal settore motori e accessori, con una crescita prevista intorno al 4,5%. Si tratta ancora di sentiment e previsioni, ma il quadro consente di guardare all'apertura del Salone con fiducia.

A meno di ventiquattr'ore dall'inizio del 66° Salone Nautico Internazionale di Genova, l'industria della navigazione italiana si presenta in crescita costante e come una dei leader mondiali del settore. Una fotografia positiva, quindi, quella presentata da "La Nautica in Cifre – LOG" evento tenutosi oggi, 30 settembre, nell’ambito del Boating Economic Forecast, appuntamento dedicato all’analisi dell’industria navale promosso da Confindustria Nautica.
La Nautica in Cifre rappresenta da anni uno strumento fondamentale per interpretare l'evoluzione economica della nautica da diporto italiana, attraverso dati e indicatori dedicati al settore. "Il 2025 è stato un anno di riconferme per l'industria italiana, il fatturato annuo ha superato gli 8,72 miliardi con una crescita dell'1,4%. Quindi possiamo iniziare questo Salone Nautico con grande ottimismo" afferma Stefano Pagani Isnardi, direttore dell’ufficio studi di Confindustria Nautica.
Pagani Isnardi: "In ogni barca vi sarà sempre un tassello italiano"Negli ultimi anni vi sono stati numerosi cambiamenti nel mondo delle grandi imbarcazioni, soprattutto fra gli stati che si sono imposti come produttori leader del settore: "La Turchia nell'ultimo decennio ha scalato la classifica, ma i primi tre cantieri per grandi yacht sono tutti italiani -continua Isnardi- e sorprendentemente la situazione si è ribaltata: non è la domanda ad essere bassa, ma l’offerta a non riuscire a tenere il passo. Bisogna trovare nuovi spazi in cui costruirli anche perché loro da soli valgono l’80% della produzione navale nazionale".
Un paradosso che mostra la crescita del mercato delle grandi imbarcazioni: "I cantieri non hanno la capacità produttiva adatta per la richiesta, e quindi per avere un'immagine corretta delle effettive dimensioni del settore è molto utile anche considerare gli over-booking, non solo le imbarcazioni varate e messe in mare" prosegue Isnardi.
Il mercato presenta però due facce della stessa medaglia. Se il comparto degli yacht mostra una crescita stabile, la piccola nautica e il mondo della vela attraversano una fase più complessa. Si tratta di un segmento alimentato soprattutto dalla passione, che a livello mondiale ha registrato una contrazione dei profitti. Tra le principali criticità emerge la mancanza di un adeguato ricambio generazionale, da sempre fondamentale per avvicinare fin da giovani nuovi appassionati alla vela e, più in generale, al mondo della nautica.
"Nel 2013 gli impiegati in questo mondo erano 16mila, oggi sono il doppio ma si fa ancora fatica a trovare lavoratori specializzati. Anche se siamo i migliori in questo settore, non si riescono a trovare dipendenti qualificati e tutto ciò potrebbe rappresentare un problema per il futuro. Stiamo facendo molti tavoli di approfondimento e avvicinamento a questo mondo, per far comprendere ai giovani che è un mercato in crescita e con tanti posti di lavoro. La passione e la qualità dei nostri lavoratori è il vero quid in più" conclude Stefano Pagani Isnardi.
Fortis: "Oggi la nautica mondiale parla italiano"La vocazione internazionale continua a rappresentare uno dei principali fattori distintivi dell’industria nautica italiana. "Oggi fra le eccellenze indiscusse del Made in Italy c’è la nautica" dichiara Marco Fortis, vice presidente di Fondazione Edison e docente dell’Università Cattolica. "A rendere possibile questa crescita è la capacità di coniugare innovazione tecnologica, qualità ed eleganza del prodotto: caratteristiche che hanno rafforzato la competitività della nautica italiana e contribuito al successo del settore."
L’Italia si contraddistingue per le eccellenze territoriali, e la nautica non fa eccezione: quasi il 90% del fatturato della cantieristica è concentrato in cinque poli territoriali, mentre l’Alto Mediterraneo, tra Liguria e Toscana, rappresenta oltre la metà del totale.
"Alla capacità competitiva del settore contribuisce in maniera significativa anche l’industria degli accessori e degli equipaggiamenti, che nel 2025 registra un fatturato complessivo pari a 2,03 miliardi di euro, un dato che testimonia la capacità delle imprese italiane della componentistica di inserirsi nelle catene produttive dei cantieri internazionali" finisce Fortis.
Le previsioni del 2027? Caratterizzata dall'ottimismoLe prospettive per il 2027 lasciano spazio a un cauto ottimismo. Al netto del comparto dei super yacht, che si mantiene stabile, i segnali più positivi arrivano dalla piccola nautica, per la quale si stima una crescita complessiva di circa il 5% rispetto al 2026. Indicazioni favorevoli anche dal settore motori e accessori, con una crescita prevista intorno al 4,5%. Si tratta ancora di sentiment e previsioni, ma il quadro consente di guardare all'apertura del Salone con fiducia.