CITTÀ DI CASTELLO Alessio Campriani va. Nell?ultimo videomessaggio sul suo profilo Facebook spedito dalle Canarie rassicura: «Tutto nella giusta direzione». A bordo di...
CITTÀ DI CASTELLO Alessio Campriani va. Nell’ultimo videomessaggio sul suo profilo Facebook spedito dalle Canarie rassicura: «Tutto nella giusta direzione». A bordo di Pinky II, un “guscio di noce” di nemmeno sei metri, sta tentando il giro del mondo in solitaria, senza scalo, motore ed assistenza. «Sono giorni di vento molto molto basso». Sotto la cuffia di lana arancione, il volto appare tranquillo e sereno. A tratti sorridente. Sembra impossibile dopo giorni durante i quali ha percorso appena millecinquecento miglia marine delle venticinquemila che dovrà coprire per battere il record stabilito da Szymon Kuczynski con una barchetta di qualche centimetro più lunga. «Si viaggia in poppa piena, ma ne approfitto per godere i colori dell’Atlantico, la velocità è intorno ai tre nodi».
Un primo bilancio? «Nel golfo di Biscaglia (tra la costa occidentale della Francia e quella settentrionale della Spagna - ndr) ho trovato una bonaccia in piena autostrada del mare, ma anche vento forte, a raffiche, che ha impedito di issare le vele per andature importanti». Anzi, racconta il 58enne navigatore tifernate «ho ridotto la velatura per non correre il rischio di rovinare l’attrezzatura». Né è mancato un inconveniente, per altro risolto su due piedi. «Una piccola defezione del desalinizzatore: una pompetta in corto e bypassata, ora è a posto».
Dopo diversi problemi tecnici, che l’hanno costretto a posticipare il grande giorno, Alessio Campriani è salpato dal porto de La Rochelle, in Francia, con la Pinky II, appena 580 centimetri di lunghezza, un class “Globe 5.80” modificato. Sostituita la timoneria, rinforzando gli attacchi; allungata la chiglia di mezzo metro mantenendo il bulbo originale; maggiorato l’albero; aumentato il peso di quasi cinquecento chili. Piccolissima, eppure attrezzata la cabina in previsione di un viaggio che durerà mesi. Pannello comando, cucina (ma i pasti sono a base di liofilizzati, come per gli astronauti), impianto di riscaldamento, crash box con le vele di riserva, letto. In un angolo, il peluche Pinky, «lo scacciadiavoli, il mio portafortuna» come lo definisce Campriani. Tre anni fa la sua tenacia e l’incredibile storia della sua traversata atlantica in solitaria, senza motore ed assistenza su Pinky I conquistarono il pubblico che lo votò online. E la giuria del “Giornale della vela” lo elesse vincitore nella categoria “Passion” dov’era in lizza con altri quindici velisti, tra cui Giovanni Soldini. Un mito. Campriani partì da Lagos, in Portogallo, il 4 novembre 2022 con l’intenzione di raggiungere Guadalupa, ma per un guasto dovette riparare a Lanzarote, alle Canarie. Dopo quasi tre mesi riprese il viaggio per portare a termine l’impresa, ma inconvenienti tecnici lo dirottarono verso le isole di Capoverde. Resistendo anche ad un continuo malessere fisico raggiunse la meta il 5 aprile 2023. Durante la pandemia Pinky I era stata costruita “in casa” dal team del Circolo Velico Centro Italia: Stefano Provincia, Federico Rossi, Franco Milli, Federico Minelli, amici ed appassionati velisti.
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