Chi mai si attende eventualmente svolte dall'incontro alla Casa Bianca tra Trump e Xi Jinping sul tema dell'intelligenza artificiale e delle Big Tech resterà deluso. Il ruolo...
Chi mai si attende eventualmente svolte dall'incontro alla Casa Bianca tra Trump e Xi Jinping sul tema dell'intelligenza artificiale e delle Big Tech resterà deluso. Il ruolo delle "sette sorelle", i colossi delle tecnologie digitali, della comunicazione e dell'informatica in generale (Google, Apple, Metà, Amazon, Microsoft, Nvidia e Tesla) è tale che non consente che si affronti il problema di regolamentare e controllare la loro attività. Del resto, sia Trump, sia Xi Jinping non pensano affatto di rallentare gli avanzamenti dell'intelligenza artificiale (AI), il primo addirittura con l'Istituzione, secondo il progetto "AI Force", di uno Zar sovrintendente al settore per lo sviluppo di modelli, capacità di calcolo e " data center"; il secondo che considera allarmismi i rischi prospettati dei progressi dell'Intelligenza artificiale per il genere umano. Probabilmente il leader cinese inquadrerà questo tema nel contesto di un'aspettativa di riduzione della fornitura di armi americane a Taiwan con la contropartita di un intervento cinese sull'Iran e con la discussione, con Trump, della fragile tregua commerciale tra i due Stati. Eppure i grandi della terra, anche prescindendo per ora dall'esigenza che l'AI sia sottoposta a regole, intervenire sulle produttrici e utilizzatrici dei progressi delle tecnologie digitali, le Big Tech, dovrebbe essere considerato addirittura "pro domo proprio" per il ruolo che questi colossi possono esercitare sugli Stati, se si pensa che la produzione solo di una parte di essi supera il Pil di un Paese come il Brasile. Si pone chiaramente il problema della salvaguardia della democrazia e della sovranità degli Stati. E non basta, data la natura mondiale del fenomeno,che la regolamentazione sia introdotta in alcune aree del globo quando poi in altre situazioni si fa l'opposto e si promuove, come negli Usa, una deregolamentazione, privilegiando un'alleanza di fatto con questi enormi conglomerati dalle prospettive completamente incerte e che si potrebbe tradurre in futuro in un pieno ribaltamento dei rapporti di forza.E' quanto può accadere quando uno con una minore forza si allea con un altro più forte al quale è stato consentito di rafforzarsi senza impedirglielo in qualche modo, come pure sarebbe stato possibile. Si pensi solo a cosa accadrebbe se questi colossi intervenissero pesantemente nel settore bancario e finanziario, per non parlare delle funzioni ancora più delicate degli Stati. In questo senso, si è parlato di un quarto potere ( lo ha fatto Antonio Patuelli, presidente dell'Abi) accanto alla nota tripartizione e quindi di una questione costituzionale, di un rango, cioè, che si collochi al di sopra della legislazione ordinaria ,essendo in ballo la vita degli Stati. Siamo, insomma, al "quarto Stato"? Sviluppi dell'AI e connesso ruolo delle Big Tech richiedono, però ,che si agisca a livello internazionale, date la limitatezza dei poteri dei singoli Stati e la possibilità di un loro aggiramento ed elusione. Una costituzionalità di livello globale necessiterebbe. Non è una visione luddista che la richiede, ma è, prima ancora degli stessi Stati, la salvaguardia della persona e del suo futuro. Non si vorrà di certo una vita in un "Panopticon", alla Bentham, che tutto osserva e tutto domina.Quando, nel 1890, fu introdotta negli Usa la prima legislazione anti - trust, lo Sherman Act, non si escludevano ovviamente misure che riducessero, anche con scorpori di funzione, il potere di mercato di grandi imprese.0ggi sarebbe possibile attivare misure della specie? In ogni caso regole, controlli, informazioni pubbliche sono cruciali per il futuro degli stessi Stati. Ma se gli Usa e la Cina non sono affatto in questo percorso, allora quanto meno si dovrà intervenire nelle altre singole aree del globo considerando le possibilità di convergenze o alleanze. Quali che siano le scelte non si potrà di certo stare fermi come l'asino della poesia di Carducci al passaggio del treno. Il Governatore Fabio Panetta, con un rigoroso ed efficace discorso , ha dato lunedì scorso la sveglia alle Banche centrali sull'introduzione dell'AI. E' l'esempio da seguire per tutti i settori, ponendo il problema delle regole e del governo degli sviluppi di queste innovazioni e di chi le promuove e le impiega.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
| # | Наименование новости | Тональность | Информативность | Дата публикации |
|---|---|---|---|---|
| 1 | L'editoriale/Se ora è Donald ad avere bisogno di Pechino | 0 | 8.26 | 01-01-1970 |
| 2 | Il commento/ IA, tra apocalisse annunciata e rischi già presenti | 0 | 9.38 | 01-01-1970 |
| 3 | Trump and China's Xi discuss AI, trade and Iran war during state visit | 0 | 7.6 | 25-09-2026 |
| 4 | AI kan bli en ny konflikthärd när Trump och Kinas Xi Jinping möts | 0 | 8.52 | 22-09-2026 |
| 5 | Rotes Telefon für „Superintelligenz“: Wie Trump und Xi KI bändigen wollen | 0 | 11.72 | 27-09-2026 |
| 6 | L'editoriale/ La partita dell?Onu, il futuro dell?Europa | 0 | 9.4 | 01-01-1970 |
| 7 | L'editoriale/ La politica estera va presa sul serio | 0 | 6.09 | 01-01-1970 |
| 8 | Xi upozorio Trumpa da ne padne u 'Tukididovu zamku' | 0 | 7.28 | 26-09-2026 |
| 9 | Kommentar: Xi Jinping gibt in Washington den Ton an – Trump macht sich klein | 0 | 15.26 | 26-09-2026 |
| 10 | À San Francisco, temple de la tech, des militants réclament des garde-fous pour l’IA | 0 | 10.83 | 24-09-2026 |