Le operazioni di riacquisto di azioni proprie hanno raggiunto i 572,0 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2026
La forte redditività ha finora consentito alle principali società tecnologiche di combinare significativi rendimenti per gli azionisti con investimenti crescenti nelle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, dai data center alla capacità di calcolo. Il comparto ha inoltre registrato la crescita sottostante dei dividendi più rapida tra tutti i settori, pari al 23,5%, per un totale di 70,5 miliardi di dollari distribuiti.
Il settore finanziario campione nella remunerazioneIl comparto finanziario ha continuato a giocare un ruolo centrale nella restituzione di capitale a livello globale. Le banche hanno riportato i dividendi verso livelli storici più normali dopo anni di ripresa, ricorrendo sempre più spesso ai riacquisti di azioni proprie per distribuire il capitale in eccesso. Il settore si conferma il principale contributore ai dividendi, con 239,7 miliardi di dollari distribuiti nel trimestre e una crescita sottostante dell’8,1%.
Questa tendenza è stata particolarmente marcata nel Regno Unito, dove le società incluse nell’indice hanno distribuito 39,5 miliardi di dollari in dividendi, con una crescita del 14,6%, ben superiore al tasso globale e trainata dalle banche. Esclusa la Gran Bretagna, l’Europa è stata la principale fonte regionale di dividendi nel secondo trimestre, con 242,3 miliardi di dollari distribuiti, un dato che riflette la concentrazione stagionale dei dividendi europei in questo periodo dell’anno. La crescita, tuttavia, è stata più modesta, al 3,2%, rispetto a quella più sostenuta registrata in mercati come Regno Unito, Giappone e Nord America.
In Italia cedole in crescita a doppia cifraNel secondo trimestre del 2026 i dividendi distribuiti in Italia hanno raggiunto i 17,5 miliardi di dollari con un incremento del 13,4%. Una parte significativa di questa crescita è riconducibile a Unipol, il cui dividendo per azione è salito da 0,85 euro a 1,12 euro nel trimestre. Da segnalare anche Ferrari con una cedola per azione di 3,62 euro, in aumento del 21,1% su base annua.
Sul fronte dei buyback, l’Italia è stata la sesta maggiore emittente della regione, con una quota del 6,2% del totale regionale e un volume di riacquisti pari a 1,2 miliardi di dollari.