Atta a Firenze non si è rivelato quello che ci si aspettava: il 70 per cento del cartellino per una spesa iniziale di venticinque milioni di euro, a cui si aggiunge il 30 per cento sulla futura rivendita, per un affare complessivo da circa qua ...
Atta a Firenze non si è rivelato quello che ci si aspettava: il 70 per cento del cartellino per una spesa iniziale di venticinque milioni di euro, a cui si aggiunge il 30 per cento sulla futura rivendita, per un affare complessivo da circa quaranta milioni. Il francese si è presentato senza dubbio come il colpo dell’estate viola. In due mesi e mezzo, però, molte cose sono cambiate e tra le cause del suo rendimento al di sotto delle aspettative c’è sicuramente anche il balletto tattico legato alla sua posizione in campo. Grosso, nelle amichevoli, lo ha provato subito da mezzala sinistra, poi da trequartista nei due alle spalle della punta centrale, passando dal 4-3-3 al 4-3-2-1 per l’assenza di esterni offensivi di ruolo. Con l’inizio del campionato, invece, gli ha fatto fare un giro completo: trequartista in coppia con Mastantuono a Roma, nuovamente mezzala contro il Frosinone e trequartista, da subentrato, alle spalle del centravanti contro il Torino.
Che il ragazzo potesse essere spaesato e che il rendimento ne risentisse era inevitabile. Infine, da trequartista centrale è rimasto anche quando in panchina è arrivato Vanoli, con l’ulteriore svolta tattica verso il 4-2-3-1: alle spalle di Beto a Venezia e di Pellegrino contro il Napoli, ha giocato le due partite del Vanoli-bis con risultati personali così così. Insomma, anche per una condizione atletica non ancora ottimale, non è stato ancora il super Atta immaginato. La sosta, però, può aiutarlo a sistemarsi dal punto di vista fisico-atletico e a migliorare la conoscenza reciproca con i compagni. Fonte Corriere dello Sport.