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I truffatori inviano comunicazioni digitali che imitano alla perfezione la grafica e i loghi ufficiali dell'Agenzia delle Entrate. Riconoscere l'inganno, però, è possibile stando attenti ai particolari

Дата публикации: 21-09-2026 09:09:16

Un messaggio inatteso nella casella di posta elettronica, la proposta rassicurante di denaro che torna indietro e, al centro di tutto, il logo istituzionale delle Agenzie delle Entrate. È la classica scena che si ripete ogni volta che la stagione […]
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I malintenzionati inviano comunicazioni digitali che imitano alla perfezione la grafica e i loghi ufficiali dell'Agenzia delle Entrate. Scoprire l'inganno, però, è possibile stando attenti ai particolari

Un messaggio inatteso nella casella di posta elettronica, la proposta rassicurante di denaro che torna indietro e, al centro di tutto, il logo istituzionale delle Agenzie delle Entrate. È la classica scena che si ripete ogni volta che la stagione della dichiarazione dei redditi entra nel vivo, trasformando un adempimento burocratico nel terreno di caccia ideale per i truffatori digitali. Negli ultimi giorni, una nuova ondata di messaggi fraudolenti sta circolando con insistenza tra computer e smartphone degli italiani con la promessa di un rimborso Irpef. Il copione è sempre lo stesso: catturare l’attenzione sfruttando il desiderio legittimo di ricevere denaro.

Password, truffe, IA: arriva un decalogo per la sicurezza in rete

Truffa rimborso Irpef: l’esca del denaro ritrovato

Dietro le quinte di questa campagna malevola c’è la garanzia di pagamenti non dovuti o delle restituzioni fiscali, un argomento che tocca da vicino milioni di contribuenti in un momento dell’anno particolarmente delicato per le tasche delle famiglie. E chi riceve l’avviso, si trova davanti a una comunicazione curata nei minimi dettagli.

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La trappola del modulo perfetto

I colori istituzionali, i caratteri tipografici e la grafica ufficiale traggono facilmente in inganno, simulando una vera e propria comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, l’ente pubblico che si occupa della gestione e della riscossione dei tributi. Il testo fa leva su un presunto rimborso Irpef. Per sbloccare questa somma di denaro, il messaggio spinge la persona a cliccare su un collegamento ipertestuale, il classico link.

truffa rimborso irpef

I messaggi fraudolenti sfruttano il nome dell’amministrazione finanziaria per ingannare i contribuenti italiani. (Foto: Agenzia delle Entrate)

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L’illusione della sicurezza online

Una volta aperto il link, però, si approda su una pagina web creata appositamente per rubare informazioni. Qui viene chiesto di compilare moduli con dati anagrafici e coordinate bancarie e, per dare un’apparenza di assoluta legalità, il sistema simula persino i controlli di sicurezza e le procedure di autenticazione a due fattori, quelle chiavi temporanee via messaggio che servono normalmente a proteggere i pagamenti online, ma che in questo caso servono solo a svuotare i conti delle vittime.

Per non cadere nella rete

Per difendersi da questi raggiri è fondamentale sapere dove guardare. Il primo campanello d’allarme arriva quasi sempre dall’indirizzo di posta elettronica del mittente, che a un esame più attento risulta completamente estraneo ai canali ufficiali dell’amministrazione finanziaria. L’altra regola fondamentale da ricordare riguarda il comportamento degli enti pubblici: l’Agenzia delle Entrate non chiede mai, in nessun caso, i dati del conto corrente, i numeri delle carte di credito o le credenziali bancarie attraverso messaggi di posta elettronica o telefonici.

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La regola d’oro

In ogni caso, ogni comunicazione che prospetta denaro facile associata alla richiesta di inserire coordinate finanziarie va considerata immediatamente come un tentativo di truffa, da cancellare senza indugio per proteggere i propri risparmi. Tenere la guardia alta significa ricordare che nessun istituto di controllo o amministrazione statale utilizzerà mai canali sbrigativi o informali per gestire somme di denaro o dati bancari. Prima di compiere, quindi, qualsiasi gesto impulsivo davanti a uno schermo, fermarsi a riflettere e verificare la provenienza del messaggio rappresenta il filtro più sicuro ed efficace per evitare brutte sorprese e mantenere al sicuro il proprio conto corrente.

iO Donna ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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