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Coinquilini bestiali di Nicola Bressi

Дата публикации: 18-09-2026 07:11:02

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Q uando parliamo di animali selvatici immaginiamo spesso boschi in cui avvistare scattanti caprioli, ascoltare il canto di uccelli sconosciuti o cercare di schivare il morso di un rettile velenoso. Esiste, però, una fauna non domestica molto più vicina a noi, una natura che riesce perfino a oltrepassare i confini delle nostre case e con cui possiamo ritrovarci a convivere. Le zanzare che nel mezzo delle torride notti estive ci svegliano con il loro ronzio e il dolore delle loro punture, i gechi che sorprendiamo sugli intonaci dei nostri balconi o le formiche che, in fila, si fanno strada per conquistare i tesori delle nostre dispense. Nicola Bressi ci presenta oltre cinquanta specie con cui condividiamo gli spazi, e che amiamo, odiamo o temiamo, nel suo libro Coinquilini bestiali. Conoscere, resistere o convivere con gli animali che si autoinvitano a casa nostra (2026), impreziosito dalle illustrazioni di Miriam Muscas.

L’autore è naturalista e zoologo, già direttore del Sistema museale civico di Trieste e attualmente curatore al Museo civico di Storia naturale. Da tempo si dedica alla divulgazione sui social media e chi lo segue sa che una delle richieste più frequenti da parte del suo pubblico è l’identificazione di animali (e delle loro tracce) incontrati in giardino, nelle stanze di un appartamento in città o durante una passeggiata in campagna. A volte gli esemplari fotografati o ripresi sono ancora vivi, altre si tratta dei soli resti. Spesso sono artropodi e rettili, organismi poco conosciuti e ritenuti repellenti o pericolosi da una gran parte delle persone. Bressi, in questo saggio, limita il campo di osservazione e spiega nelle prime pagine:

Parleremo invece di quegli animali che decidono di entrare regolarmente nelle nostre case senza essere invitati e talvolta a nostra insaputa, per viverci un po’, per mangiare qualcosa, oppure proprio per stabilirvisi. Animali che entrano ed escono da casa nostra abitualmente e di altri che non vogliono, o addirittura ormai non possono, uscirci mai più. Coinquilini spesso insospettabili, talvolta indesiderati e, soprattutto, quasi sempre sconosciuti.

Coinquilini bestiali sembra proseguire quel dialogo che lo zoologo ha instaurato negli anni con i propri follower in una guida agile e accessibile con cui esplorare nuovi mondi, vicinissimi e frequentemente ignorati. Gli animali descritti sono suddivisi con un criterio, poco linneano ma estremamente pratico, basato sul numero delle zampe: tante, otto, sei, quattro e due. Si passa così dagli inoffensivi millepiedi julidi, che abitano le nostre cantine in cerca di gustose muffe, agli intelligentissimi piccioni, che nidificano in soffitte e seminterrati. Mentre si prosegue con la lettura, la curiosità e la conoscenza prendono il posto dell’indifferenza, dell’avversione e della paura che molti provano verso alcuni dei protagonisti del volume. Ad esempio, si ha modo di familiarizzare con il famigerato ragno violino (Loxosceles rufescens), che non è quell’aracnide minaccioso rappresentato periodicamente come un temibile assassino in rete o nelle notizie allarmistiche di certe testate giornalistiche e trasmissioni televisive, ma un animale che morde solo se aggredito e che si introduce tra le mura domestiche alla ricerca di un habitat caldo e secco, oltre che di scarafaggi e pesciolini d’argento di cui nutrirsi. Si infrange il pregiudizio verso vespe e calabroni ‒ che spesso confondiamo ‒, con i quali una convivenza pacifica è possibile, e si impara a evitare che zanzare, termiti e tarli diventino intrusi molesti e finiscano per essere uccisi.

Uno dei pregi del libro è fare in modo che curiosità e conoscenza prendano il posto dell’indifferenza, della repulsione e della paura che molti provano verso alcuni animali, come il ragno violino, il piccione o i millepiedi.

I capitoli non si limitano alla descrizione delle interazioni tra queste specie e gli esseri umani. Sfogliando le pagine scopriamo aspetti sorprendenti delle vite di questi animali: i ragni folcidi, quelli dalle lunghe zampe dinoccolate, tessono ragnatele autopulenti, antibatteriche, e sono tra i predatori proprio del ragno violino, mentre le cimici marmorate comunicano tra loro tramite vibrazioni a bassa frequenza che attraversano la superficie su cui sono adagiate. O ancora, le mantidi ierodule depongono le proprie uova in modo molto particolare:

Trovato un solido supporto, la femmina comincia a secernere un liquido che, con abili movimenti dell’addome, monta “a neve” inglobandovi aria. Dentro vi depone le uova. La cosa strabiliante è che in poche ore la spuma a neve diventa solida, assumendo una consistenza simile ad alcune nostre spume poliuretaniche solidificate.

Bressi ci guida in un’escursione naturalistica a chilometro zero, in cui rivela che non siamo mai soli, che non esistono confini netti tra artificiale e naturale e che gli animali che trovano rifugio nelle nostre abitazioni possono aiutarci a comprendere il nostro posto sulla Terra e ad apprezzare la biodiversità, anche quella percepita come meno selvatica o esotica.

Coinquilini bestiali si inserisce in una serie di saggi che, dal Ventesimo secolo in poi, hanno affrontato l’ecologia urbana, ossia lo studio delle relazioni tra gli esseri umani, gli altri organismi viventi e gli ambienti cittadini, da differenti punti di vista, con diversi livelli di profondità e in una forma accessibile al grande pubblico. Tra i titoli più conosciuti figurano Clandestini in città (1975) di Fulco Pratesi, fondatore del WWF Italia, Dodici piccoli coinquilini. Vita e abitudini dei parassiti domestici (1978) dell’etologo insignito del premio Nobel Karl von Frisch, o i più recenti Darwin va in città. Come la giungla urbana influenza l’evoluzione (2021) dell’ecologo Menno Schilthuizen e Bestiario invisibile. Guida agli animali delle nostre città del biologo Marco Granata.

Bressi ci guida in un’escursione naturalistica a chilometro zero, in cui rivela che non esistono confini netti tra artificiale e naturale, e che i nostri coinquilini animali possono aiutarci a comprendere e apprezzare la biodiversità, anche nei suoi aspetti meno selvatici ed esotici.

La scrittura di Nicola Bressi è asciutta, informativa e lascia spazio a brevi momenti di narrazione più personale. In alcuni capitoli, il racconto delle caratteristiche delle diverse specie animali si intreccia con riflessioni ed episodi tratti dalla sua vita privata e professionale, tra le estati dell’infanzia nella terra paterna, la Sicilia, e aneddoti della giovinezza ed età adulta a Trieste. Così ricorda le vacanze nel sud Italia e quanto abbiano contribuito a coltivare il suo senso di curiosità e meraviglia nei confronti della natura:

I colori, i suoni, i profumi, le forme e la varietà di specie erano il più bel libro e il migliore documentario che potessi sognare. Ancora oggi mi porto dentro scene e immagini che hanno forgiato la mia mente e che a malapena distinguo dai miei sogni di ancora inconsapevole naturalista.

Non mancano poi il divertimento e l’ironia, come quando l’autore rammenta il giorno in cui un prete, trovandosi davanti il piccolo Nicola intento a descrivergli minuziosamente l’accoppiamento di due coleotteri, una chiara dimostrazione della sua precoce passione per gli artropodi, non riuscì a convincerlo a intraprendere una carriera di chierichetto.

Il volume raggiunge gli scopi che lo stesso autore dichiara nel testo: fornire a chiunque le informazioni necessarie per gestire nel migliore dei modi gli animali che incrociamo nelle nostre dimore, avvicinare lettrici e lettori alla comprensione dell’ecologia e alla tutela della biodiversità e garantire una lettura facile e piacevole. Però, esplorando i profili delle piattaforme dei social media di Bressi, si potrebbe sospettare che questo utile vademecum sui piccoli ospiti che si autoinvitano nelle nostre case non basterà a soddisfare le esigenze dei suoi seguaci e fan. Probabilmente consapevole di questo, lo zoologo chiude il saggio con una promessa:

ho dovuto a malincuore lasciare fuori da questo libro tanti animali interessanti coi quali abbiamo un rapporto privilegiato o controverso, ma che incontriamo esclusivamente se ci rechiamo fuori casa. Magari un giorno andiamo a fare quattro passi insieme e ve li racconto.

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