Il re dei boschi, il porcino, è “salvo”, ma una albero di origine nord americana ne limita la distribuzione. Ecco quali sono i funghi che potremmo perdere
Ci sono i funghi che crescono in simbiosi solo con alberi in età avanzata, altri che prediligono le dune o in grado di mimetizzarsi nel sottobosco. La biodiversità della vita sotto i nostri piedi è ancora in parte inesplorata. In una gara ai punti con le piante il risultato sarebbe schiacciante: si stima che in una foresta il rapporto sarebbe di cinque funghi a una. Ma nei boschi mediterranei di querce e conifere la proporzione sarebbe di otto a una: per quaranta specie vegetali ce ne sarebbero trecento fungine. Fino al 2003 la lista rossa della IUCN, l’Unione internazionale per la conservazione della natura che elenca gli organismi a maggiore rischio di estinzione, includeva solo animali e piante. Oggi, a livello globale, ci sono anche 1.302 funghi dei quali 282 crescono anche in Italia in base a uno studio dell’Università di Siena pubblicato sulla rivista Italian Journal of Mycology.
“Più di uno su tre è nella parte alta della classifica, dove ci sono le specie in maggiore declino. - spiega Claudia Perini, docente di micologia all’Università di Siena che ha coordinato la ricerca - Le principali minacce riguardano le tecniche di gestione forestale nelle quali intervengono macchinari che rivoltano il suolo dei boschi e alterano le comunità sotterranee".
Pleurotus nebrodensis
Solo In Italia ci sono circa 300mila specie di funghi ma sono ancora poco conosciute e studiate. Pleurotus nebrodensis, che come suggerisce il nome si trova solo nella catena dei Nebrodi in Sicilia, è tra i funghi più famosi tra quelli rari perché nel 2025 è stato inserito dalla IUCN tra le più importanti 50 specie mediterranee a rischio estinzione. Altre rarità è Alessioporus ichnusanus endemico dell’Europa meridionale che in Italia cresce in popolazioni frammentate tra la Sardegna e il continente. Il crepuscolo di molte specie fungine dipende poi da una presenza sempre più rarefatta di alberi con i quali vivono in simbiosi. "Un esempio diverso è Arrasia rostrata che cresce solo su esemplari vetusti di ginepro (Juniperus phoenicea) e di cipresso (Cupressus sempervirens). - prosegue la micologa toscana - Anche se si tratta di due piante comuni nel bacino del Mediterraneo gli individui vetusti sono pochi, tanto che questo fungo è stato osservato solo in Sardegna, Toscana e sull’isola di Ibiza in Spagna". Un destino comune a quello di Rhodotus palmatus, una specie sporadica ma riconoscibile per i suoi colori interamente rosa albicocca che prospera sul legno morto di olmo e frassino, in forte decadenza nelle foreste italiane.
Porcino
Le piante invasive sono un pericolo per l’ecosistema così come per il porcino, il re del bosco. “Non è a rischio di estinzione ma in uno studio precedente sui castagneti del Monte Amiata – aggiunge Claudia Perini - abbiamo dimostrato come la colonizzazione della robinia, un albero di origine nord americana che si è diffuso nelle foreste europee, può compromettere le relazioni tra funghi e alberi limitando la naturale distribuzione del porcino".
Sempre nell’ambito delle specie commestibili il pregiato marzuolo (Hygrophorus marzuolus) è diventato una specie vulnerabile a causa della raccolta indiscriminata. Una sorte peggiore è toccata al lichene stellato (Buellia asterella), un fungo che vive in simbiosi con alghe generando un lichene: estinto in Italia cresce solo più in alcune praterie aride dell’Europa centrale.
A rischio per la perdita di habitat in Italia ci sono anche le specie che crescono negli ambienti costieri e sulle dune come il piccolo ma tossico Lepiota brunneolilacea, Hohenbuehelia culmicola che ricorda la forme di un’ostrica, e Romagnesiella clavus che predilige aree disturbate e terreni ricchi di minerali.
Endemico della Sardegna è Caloplaca rinodinae-albae, un lichene crostoso e parassita che cresce sotto forma di chiazze solo sulle rocce esposte al sole lungo le coste dell’Isola dei Cavoli, anche se un nuovo sito è stato segnalato vicino a Santa Teresa di Gallura.
“Malgrado siano in corso progetti per valutare lo stato di conservazione dei funghi e identificare le aree chiave per la loro protezione, - conclude la scienziata - l'importanza di questi organismi per la salute degli ecosistemi non ha ancora raggiunto il grande pubblico e i decisori politici".
| # | Наименование новости | Тональность | Информативность | Дата публикации |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Pane e pasta sempre più cari: il prezzo del grano cresce con la siccità | 0 | 14.29 | 27-08-2026 |
| 2 | Si avvera la “profezia” dello scienziato che studia il clima dal 1988: “Con El Niño eventi estremi” | 0 | 12.56 | 25-08-2026 |
| 3 | Il letargo degli orsi cambia assieme al clima | 0 | 13.69 | 27-08-2026 |
| 4 | Mash узнал о дефиците белых грибов в российских лесах | 0 | 7.46 | 31-07-2026 |
| 5 | Perché il Nepal e l’Himalaya stanno diventando così fragili | 0 | 15.2 | 27-08-2026 |
| 6 | Россиянам рассказали, как не упустить белые грибы | 0 | 7.9 | 28-07-2026 |
| 7 | Scientists Revisited a Forest Experiment That Was Forgotten for 30 Years. What They Found Was Astounding | 0 | 20.9 | 21-08-2026 |
| 8 | Europe’s forests losing more biomass since 2018 | 0 | 8.88 | 05-08-2026 |
| 9 | Лесные пожары: как планета теряет свои легкие | 0 | 7.25 | 19-08-2026 |