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IGN Mixtape #62: Futurama, Victrix Pro BFG Reloaded e Meccha Chameleon

Дата публикации: 16-08-2026 14:54:26

Quella volta che Matt Groening rivoluzionò la fantascienza.
Nuovo appuntamento con IGN Mixtape, la rubrica dedicata ai consigli della redazione.

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Solo qualche settimana fa si chiacchierava de I Simpson, sicuramente la serie animata più rappresentativa degli anni Novanta nonché il picco della carriera di Matt Groening. Di contro, esiste un'altra opera sfornata dallo stesso autore che, al netto di un percorso commercialmente meno fortunato, ha lasciato il segno: Futurama. Trasmessa per la prima volta da Fox nel 1999, con una puntata pilota dedicata all'arrivo del nuovo millennio, la serie racconta le (dis)avventure del giovane Philip J. Fry, fattorino che, a causa di una circostanza decisamente singolare, si ritrova catapultato dalla New York di fine XX secolo a quella del XXXI secolo, rinominata Nuova New York. Una volta lì, per questioni di sopravvivenza entra in contatto col suo discendente, il Professor Farnsworth, tipico scienziato pazzoide nonché titolare di un'agenzia di consegne intergalattica. Il nostro riprende così a praticare il suo lavoro precedente; solo, su una scala decisamente più vasta e scombinata. Ad accompagnarlo nelle varie consegne ci saranno inizialmente l'irriverente robot Bender, la coraggiosa Leela, l'assistente del professore, Amy Wong, il medico sopra le righe, Zoidberg e il rigido contabile Hermes, tuttavia nel corso delle puntate al cast si aggiungeranno altri indimenticabili personaggi.

Partita senza troppo clamore, Futurama ci ha messo un po' a prendere quota in termini di poetica, ma quando tutti i pianeti si sono allineati ha dimostrato di saper declinare in maniera eccellente molti temi tipici della fantascienza in chiave comico-surreale, aggiungendo alle varie trame verticali alcune orizzontali addirittura legate al destino dell'universo e, soprattutto, infilando puntate capaci di entrare nella storia della TV come Il nonno di se stesso, Il quadrifoglio e la struggente Cuore di cane. Come accennato, la serie non ha goduto di una vita produttiva regolare: il primo blocco di stagioni si è interrotto nel 2003, dopodiché sono usciti quattro film per il mercato home video e altre due tranche dal 2008 al 2013. Nel 2022, quando i giochi sembravano ormai chiusi, Futurama è tornato attraverso un revival, e di recente su Disney+ è sbarcata la quattordicesima stagione, che abbiamo infilato in questa nuova "cassettina" di IGN Mixtape. A farle compagnia, troviamo una doppietta di videogiochi composta da Meccha Chameleon e Finding Polka, il film Primitive War, il manga Under Ninja e, infine, il controller Victrix Pro BFG Reloaded.

Come sempre i vostri contributi alla rubrica sono ben accetti; nel caso, è sufficiente passare dai commenti. Buona lettura!

Meccha Chameleon

Venti milioni di copie in due mesi piazzate solo su Steam: OK, parliamo di un titolo venduto a pochi euro, ma comunque tali da giustificare l'etichetta di "fenomeno", amato tanto dai giocatori quanto dai creator che da settimane ci giocano ininterrottamente in diretta. Meccha Chameleon è arrivato come un fulmine a ciel sereno, sviluppato in poche settimane da due giovani autori armati di un'idea simpatica, e apparentemente deciso a rimanere tra i titoli più giocati sulla piattaforma di Valve per ancora parecchio tempo. L'idea di base è semplicissima: all'inizio di ogni partita i giocatori si dividono in camaleonti e cacciatori; i primi hanno una manciata di secondi per nascondersi negli ampi livelli tridimensionali mentre i secondi devono trovarli (e sparargli).

A rendere unico il gioco c'è l'abilità dei camaleonti di pitturare il proprio personaggio, magari dopo averlo piazzato in una specifica posa scelta fra quelle disponibili, così da confonderlo col fondale. Sì, proprio come farebbe un camaleonte. Ancora piuttosto rozzo e dotato di un'interfaccia davvero minimale, Meccha Chameleon è puro divertimento, equamente distribuito tra camaleonti e cacciatori; anzi, quasi quasi preferisco questo secondo ruolo. Il gioco è già dotato di diverse modalità e di decine di mappe, senza contare la possibilità di incorporare tante mod: un fenomeno che potrebbe ulteriormente esplodere con l'approdo su console. Staremo a vedere, intanto complimenti a Lemorion_1224 e Haganeiro per aver lanciato un titolo genuinamente originale e, soprattutto, spassosissimo. - Stefano Castelli

Futurama

Se ci basassimo unicamente sulla storia editoriale parleremmo oggi di Futurama come una produzione difficile e faticosa. E in effetti, ideata nel 1999 da Matt Groening, la serie ha vissuto una prima vita con Fox caratterizzata da quattro stagioni e quattro lungometraggi direct-to-video (Il colpo grosso di Bender, con il suo twist spiazzante, rappresenta un grande esempio di retcon moderno), una seconda composta da tre stagioni con Comedy Central; infine, dopo l'acquisizione Fox-Disney, una nuova stabilità in streaming su Disney+. Un traguardo agognato, insperato, perché nonostante a oggi le stagioni di Futurama siano quattordicici - con l'ultima sbarcata da un paio di settimane sulla piattaforma di Topolino, le pause distributive hanno pesato sulla produzione.

La ragione era legata perlopiù ai bassi ascolti ma, a ben guardare, com'è possibile non riuscire a farsi catturare da una commedia distopica con sfumature drammatiche ed esistenziali che fa ridere e commuovere mentre racconta delle avventure spaziali di un fattorino naïf, di un robot irriverente e di un'avventurosa mutante? Il Guida galattica per gli autostoppisti di questa generazione, una serie cresciuta alla distanza, cosa che in una visione "binge" appare sempre più evidente, nata come enfatizzazione simpsoniana dei costumi della società dei primi Duemila, visti attraverso la lente di un fin troppo familiare Tremila, per poi evolvere in un tono sempre più critico, cinico e spassoso tra innovazioni tecnologiche e cattiva politica. Il tutto, tenuto in piedi da una trama orizzontale dall'organicità invidiabile. Speriamo non finisca davvero mai, Futurama, perché ora come ora, la visione di ogni sua puntata rappresenta una goduria irrinunciabile. - Francesco Parrino

Victrix Pro BFG Reloaded

Se c’è una cosa che apprezzo è la libertà. Di scelta, di opzioni, di poter configurare qualcosa a piacere, e tra tutti i controller sul mercato il Victrix Pro BFG Reloaded incarna questo principio alla perfezione. Con levette hall effect, la sua caratteristica principale è il poter essere configurato come si desidera: con stick asimmetrici stile Xbox, simmetrici ispirati a DualSense o - ed è una chicca quasi unica - sostituire completamente la parte destra della piattaforma di controllo con un pad a sei pulsanti perfetto per i giochi di lotta. In tutte le prove che ho fatto il vantaggio durante gli scontri è tangibile.

Rimangono poi tutte le opzioni di configurazione standard, come stick di varie altezze o la possibilità di limitare le direzioni di movimento degli stessi per rendere più semplice selezionare degli input precisi (ad esempio, limitandosi a otto direzioni). L’ergonomia del controller è ottima, anche se i materiali al tatto non sembrano completamente "premium". Esiste anche una versione PS5 dotata delle stesse caratteristiche, ma segnalo che i grilletti non hanno il feedback aptico di DualSense. - Andrea Giongiani

Finding Polka

In questo caldissimo weekend di Ferragosto (come se poi durante gli ultimi altri giorni abbia fatto fresco) il mio consiglio verte su un'opera che scalda il cuore - e no, non vuole essere della facile ironia: sto parlando di Finding Polka, avventura indie tanto delicata quanto sorprendente. Parliamo di un'esperienza esplorativa nata dalla mente e dalle mani dello sviluppatore solitario Shinnosuke Kumazawa; visivamente salta subito all'occhio: ogni singolo scenario e personaggio è stato disegnato a mano usando esclusivamente penne a sfera, un approccio che dona al mondo di gioco una consistenza organica e rassicurante, lontanissima dalle asettiche linee della grafica computerizzata tradizionale. Pad alla mano, il gameplay ci mette al controllo della giovane Friendy assieme al suo fedele bassotto Jazz: dovremo inseguire un bulldog francese che le ricorda tantissimo il suo Polka, il cane che aveva da bambina, e lo faremo attraverso ambientazioni bizzarre e labirintiche.

Le meccaniche ruotano tutte attorno all'osservazione e al pathfinding: si risolvono lievi puzzle ambientali, si affrontano minigiochi stravaganti e si aiutano gli NPC in piccole missioni di ricerca. Non ci sono game over né stringenti limiti temporali. Inoltre, la totale assenza di dialoghi testuali - genialmente sostituiti da intuitivi fumetti visivi - rende l'esperienza incredibilmente rilassante e universale, ideale per spegnere lo stress a fine giornata. Ma perché giocarlo? Dietro quest'estetica scanzonata, Finding Polka cela una commovente lettera d'amore dell'autore al suo cane scomparso. È un'opera che affronta il tema dell'assenza in modo gentile e profondamente catartico, spingendoci a scavare in memorie sia vecchie sia fin troppo fresche, rifiutando però di cedere al dolore per concentrarsi, invece, sul ricordo luminoso di quanto di più bello c'è stato. Se cercate un'avventura capace di emozionarvi nel trattare la perdita con la disarmante semplicità di un tratto biro, Finding Polka fa per voi. - Alessandra Borgonovo

Primitive War

Quando di un film si dice che è un'americanata, dalle mie parti non lo si intende esattamente come un complimento, e Primitive War ricade pienamente in questa categoria: è ambientato in Vietnam durante la guerra, ha tutti i vari stereotipi militareschi che potreste immaginarvi, i russi cattivi e pure quell'immancabile tocco di retorica non propriamente delicata tipico del genere. Però, ecco, ci sono anche i dinosauri. La trama racconta di un gruppo di berretti verdi disperso nella giungla del Vietnam, e di un altro sparuto team di soldati reclutato per una missione all'apparenza normale, ovvero andare nell'ultimo luogo di contatto e vedere che fine hanno fatto i suddetti desaparecidos. Solo che, come ci svela la scena di apertura, i poveri militari non sono rimasti vittime dei vietcong o di russi in trasferta, ma divorati da quelle creaturine preistoriche chiamate dinosauri, capitati, vai a sapere perché, nel Sud-est asiatico. La vicenda rappresenta chiaramente un pretesto per schierare ogni genere di bestione e farlo scontrare con questi sventurati soldati; una sorta di Predator con velociraptor, T-Rex e soci al posto dell'alieno cacciatore, condito con le atmosfere tipiche dei b-movie.

Primitive War ha i suoi difetti, è bene chiarirlo: le interpretazioni non sono da Oscar, dura onestamente un po' troppo e si salta da una situazione all'altra in maniera fin troppo semplicistica, con crisi tremende risolte nel taglio di una scena in montaggio. Ma è anche un film che, pur con il suo budget chiaramente limitato, riesce a mettere in scena dei dinosauri più che dignitosi, sfruttando sapientemente il buio per rendere al meglio le scene più spaventose, ma con una resa tutto sommato gradevole anche in quelle più luminose. E poi, ci sono proprio tutti i nostri amici preistorici: dai grandi carnivori ai triceratopi passando per i dominatori del cielo, messi in scena per squartare e divorare questo o quel malcapitato. Primitive War è ciò che promette: un film di guerra con i dinosauri che non lesina sangue, morti cruente e ciò che ci si aspetta quando un T-Rex ruggente ha tra le sue fauci un umano. Io a un'operazione così faccio fatica a volere male; se amate i dinosauri e non siete totalmente allergici ai racconti di guerra, dategli una possibilità. - Luca Rago

Under Ninja

Se, come il sottoscritto, siete cresciuti a pane e ninja apprezzandone sia le declinazioni più seriose, sia quelle maggiormente shōnen in stile Naruto, sicuramente vi troverete a vostro agio con Under Ninja, manga scritto e disegnato da Kengo Hanazawa, già autore dell'intrigante I Am a Hero. Serializzata in Giappone su Young Magazine a partire dal 23 luglio 2018, dalle nostre parti l'opera è sbarcata via J-Pop, ed è attualmente ancora in corso; al centro della narrazione ci sono, beh, ovviamente i ninja, inscritti in un contesto pararealistico che mescola fantastoria, fantascienza, dramma e persino umorismo col taglio grottesco tipico di Hanazawa.

L'idea è che i letali assassini, col tempo, si sono evoluti fino a diventare delle vere e proprie spie, il che li ha portati ad avere un ruolo decisivo nella seconda guerra mondiale; terminato il conflitto, il governo ha deciso di integrarli in un'apposita agenzia, tuttavia la cosa non ha mitigato le lotte di potere tra clan e fazioni. In questo contesto, il giovane shinobi Kurō Kumogakure apparentemente se ne infischia dei problemi legati al suo retaggio, e cerca di sbarcare il lunario come può, almeno fino a quando gli eventi attorno a lui inizieranno a prendere una piega particolarmente spigolosa. Under Ninja è una serie atipica che dosa con sapienza diverse spezie, distinguendosi da molte produzioni a tema ninja e spiccando nel panorama dei manga in generale grazie all'ottimo tratto dell'autore, ai personaggi e alle trovate fuori di testa, e a una trama orizzontale che, quando si apre, non ti molla più. - Andrea Peduzzi

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