Minori | Una settimana fa il gruppo di esperti nominato dalla Commissione europea per contribuire a garantire la sicurezza online delle persone minorenni attraverso un approccio basato sui diritti umani, ha presentato il proprio rapporto. Gli esperti hanno raccomandato che vengano prese iniziative per contrastare la dannosa architettura delle piattaforme social. Hanno inoltre respinto l’idea […]
Una settimana fa il gruppo di esperti nominato dalla Commissione europea per contribuire a garantire la sicurezza online delle persone minorenni attraverso un approccio basato sui diritti umani, ha presentato il proprio rapporto.
Gli esperti hanno raccomandato che vengano prese iniziative per contrastare la dannosa architettura delle piattaforme social. Hanno inoltre respinto l’idea di un divieto totale per le persone minorenni tra 16 e 18 anni e hanno chiesto che i divieti nazionali nei confronti di persone di età superiore ai 13 anni siano misure temporanee, da sottoporre a continue valutazioni e aventi l’obiettivo di spingere a modificare l’architettura delle piattaforme social.
Amnesty International ha dichiarato che il gruppo di esperti dell’Unione europea ha fatto bene a ribadire la necessità che le persone minorenni siano in grado di stare in un ambiente online sicuro. Ma impedire loro di accedere alle piattaforme social non è la soluzione.
Da tempo le organizzazioni che si occupano di diritti digitali e dei diritti delle persone minorenni sostengono che è responsabilità delle aziende proprietarie modificare l’architettura manipolatoria delle piattaforme social, che produce una dannosa dipendenza. Lo stesso vale per le chatbot dell’intelligenza artificiale.
Invece, a livello globale vi è una crescente tendenza a imporre divieti nei confronti delle persone minorenni.
Nel 2025 l’Australia è stata la prima a vietare l’accesso alle piattaforme social per le persone di età inferiore ai 16 anni.
In diversi stati europei sono iniziate le discussioni. Il governo del Regno Unito ha annunciato l’intenzione di introdurre un “coprifuoco” automatico sui social media per i ragazzi di età compresa tra i 16 e i 18 anni nell’ambito di un più ampio piano per combattere i rischi di “una dipendenza” virtuale.
All’interno dell’Unione europea, già a settembre, la Francia potrebbe introdurre un divieto per le persone meno che quindicenni nonostante la Commissione europea abbia avvisato che potrebbe costituire una violazione delle norme europee.
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