Le difficoltà coinvolgono anche allevamenti e apicoltura, con la preoccupazione che estati come questa diventino la consuetudine
Foglie ingiallite, grappoli irregolari, acini raggrinziti. Sono i segni lasciati dalla siccità sui vigneti di San Marino. Con temperature ben oltre la media ormai già da maggio e precipitazioni quasi assenti, gli agricoltori lanciano l’allarme: le vendemmie arrivano sempre prima, i raccolti sono sempre più scarni. Secondo i primi dati, si parla di un 40% di uva in meno già rispetto a un’annata non semplice come la scorsa, divario che si potrebbe ancora allargare. E non solo: è in forte pericolo anche la produzione di olio, con gli olivi che stanno facendo cadere i frutti per risparmiare energia in attesa della pioggia. Ci si prepara insomma a un calo drastico delle quantità, anche se le caratteristiche dei prodotti saranno di alto livello. “Con temperature così elevate, le quantità di antiossidanti e di prodotti buoni per noi nei frutti sono alte, la qualità certamente è eccelsa”, afferma Gian Luca Giardi, vicepresidente di Aspa (Associazione Sammarinese Produttori Agricoli).
A rendere ancora più complicata la situazione per i coltivatori, poi, il costo elevatissimo dei carburanti per i mezzi agricoli. “Per prepararci alle semine che verranno in autunno le lavorazioni vengono fatte adesso con un costo del carburante che è quasi proibitivo. Quindi da una parte abbiamo i terreni che sono molto tenaci e costa tanto lavorarli perché gli attrezzi fanno fatica a penetrare, dall’altra abbiamo un costo del carburante che davvero rischia di essere insostenibile”, spiega Giardi.
Ma le difficoltà non si limitano solo all’agricoltura, coinvolgendo anche gli allevamenti e l’apicoltura: meno fiori e meno acqua fanno infatti assottigliare rapidamente le riserve di miele e mettono in pericolo la sopravvivenza invernale delle colonie. La preoccupazione è che questo tipo di estati diventi non più l’eccezione ma la consuetudine. “Sono una di seguito all’altra, sempre più calde e asciutte. Quello che noi agricoltori dobbiamo fare è adattarci come abbiamo sempre fatto, cercando le tecniche più nuove, ma anche probabilmente guardare un po’ al passato. Di certo aumentare la sostanza organica nel terreno è fondamentale per dare alle radici delle piante una maggiore quantità d’acqua, questo lo possiamo fare, ma ci sono anche delle tecniche, delle varietà e delle procedure dalle quali possiamo trovare giovamento”, dice il vicepresidente di Aspa.
L’appello dell'associazione alla politica è quello di un maggior sostegno: “Abbiamo fatto richieste di bacini, abbiamo fatto richieste per avere un contributo o comunque un tavolo di confronto per il caro gasolio. Noi chiediamo ascolto e che vengano ascoltate le nostre proposte che puntualmente facciamo”.
Nel servizio l'intervista a Gian Luca Giardi, vicepresidente Aspa