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Peppone Calabrese: "L'amore per una maglia non si eredita solamente ma si respira"

Дата публикации: 25-07-2026 17:32:41

Ci sono racconti che nascono da un'emozione autentica, da un ricordo personale che diventa improvvisamente patrimonio di tutti.

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Ci sono racconti che nascono da un'emozione autentica, da un ricordo personale che diventa improvvisamente patrimonio di tutti.
È questo il senso delle parole di Giuseppe "Peppone" Calabrese, conduttore televisivo, volto amato dal pubblico italiano e grande tifoso del Potenza Calcio, che durante la trasmissione "Camper - Osteria Italia" di Rai 1 ha dedicato un intenso momento al rapporto profondo tra calcio, territorio e comunità.

Con la semplicità e il calore che da sempre contraddistinguono il suo modo di raccontare le storie, Peppone Calabrese ha ricordato che il calcio non è soltanto una competizione sportiva, ma un sentimento collettivo capace di unire generazioni diverse.
Partendo dal suo amore per il Potenza e dalla magia dello stadio Alfredo Viviani, ha raccontato il valore di una maglia che non rappresenta soltanto una squadra, ma una città intera. Una passione che nasce da bambini, spesso tenuti per mano dai propri genitori, e che rimane per tutta la vita.
Il suo racconto è un viaggio nella memoria: dai bambini delle curve ai tifosi che percorrono centinaia di chilometri per seguire la propria squadra, dagli abbracci tra sconosciuti dopo un gol fino al ruolo educativo dello sport. 
Perché il calcio, come ha sottolineato Calabrese, insegna valori fondamentali: il rispetto, il sacrificio, il senso di appartenenza, la capacità di rialzarsi dopo una sconfitta. E soprattutto insegna una cosa semplice ma profondissima: sentirsi parte di una comunità.

IL CALCIO SECONDO "PEPPONE"
«I mondiali di calcio sono appena terminati, la Coppa è già in bacheca, ma la passione quella non va mai in vacanza. 
In questi giorni le squadre sono in ritiro, come il mio Potenza. Eccoli là quanto sono belli, lì c'è il capitano Murano, lui è addirittura di Potenza. Migliaia sono i tifosi che seguono le squadre ovunque. C'è chi fa, pensate, centinaia di chilometri solo per vedere un allenamento. Perché il calcio, come tutti gli sport di squadra, non è solo quei 90 minuti, ma è un modo per sentirsi parte di qualcosa. Lo capisci guardando gli spalti. I bambini hanno le bandiere disegnate sulle guance con i colori della loro squadra. I padri che stringono la mano ai figli, ma soprattutto gli sconosciuti che si abbracciano dopo un gol. Per 90 minuti non ci sono più distanze sociali, esistono solo gli stessi colori. Ed è proprio lì che si imparano le prime lezioni di vita. Perché il rispetto per il compagno, nello spogliatoio, il senso di appartenenza, la gioia di vincere tutti insieme, ma soprattutto la forza e il grande insegnamento di rialzarsi dopo una sconfitta.

E che maestri sono i mister! Eccolo, dove sta? Tisci, il nostro nuovo maestro. Perché prima ancora di insegnare a calciare un pallone, loro ti insegnano a stare insieme. A Potenza, per esempio, lo sanno proprio bene. In Curva è nato un gruppo composto da solo i bambini, "i criature rossoblu", i bambini rossoblu. Perché l'amore per una maglia non si eredita solo, ma si respira. E mentre guardo questi bambini mi torna in mente quando mio padre mi portava al Viviani ed ero proprio piccolo. Quello stadio mi sembrava immenso, se chiudo gli occhi sento ancora l'odore dell'erba, gli inni della Curva e la sua mano che stringeva la mia. Perché ci sono delle passioni che non si spiegano, si tramandano e basta. Proprio come le favole. E allora cominciate da bambini a sentirvi parte di una comunità. Fatelo per tutta la vita. Perché, diciamolo proprio chiaro, nella vita puoi cambiare tutto. Casa, lavoro, fidanzati, fidanzate, ma la squadra di calcio quella mai. Io mi sto preparando al nuovo campionato, già ho fatto l'abbonamento. Naturalmente in Curva, però il messaggio che voglio dare a tutta Italia è questo. Sostenete le squadre delle vostre città. Perché il calcio non è soltanto un'attività ludica per chi lo gioca e per chi chiaramente lo tifa, ma è la possibilità per noi stessi di sentirci parte di un contesto sociale. Insomma, di essere cittadini. Benvenuti a Camper, Osteria Italia».

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