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Mattarella: “Europa indispensabile per la pace, dica no ad allargamento conflitti”

Дата публикации: 19-03-2026 14:39:27


Il presidente della Repubblica ha ricevuto a Salamanca la laurea honoris causa alla presenza di Re Filippo VI: "L'Europa dica no alla visione contrattualistica fondata sulla competizione, dica no ai conflitti e alla perenne instabilità"
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Il presidente della Repubblica ha ricevuto a Salamanca la laurea honoris causa alla presenza di Re Filippo VI: “L’Europa dica no alla visione contrattualistica fondata sulla competizione, dica no ai conflitti e alla perenne instabilità”

Mattarella: “Europa indispensabile per la pace, dica no ad allargamento conflitti”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto a Salamanca, in Spagna, alla presenza di Re Filippo VI, la laurea honoris causa in Filologia dal Senato Accademico della prestigiosa università iberica. Nel suo discorso di ringraziamento, il Capo dello Stato italiano non ha mancato di intervenire sui temi di stretta attualità, ad incominciare dai conflitti per i quali ci vorrebbe una ferma risposta contraria da parte delle istituzioni europee. Dopo aver ricordati i fortissimi legami culturali tra Italia e Spagna, che hanno contribuito a forgiare lo spirito e i valori europei, Mattarella ha detto che “eppure, questa progressiva costruzione di una cultura europea fondata sui valori universali di uguaglianza, dignità, libertà e primazia del diritto non riesce ad evitare le grandi crisi del XX secolo, che entrambi i nostri Paesi hanno vissuto, sia pure con modalità e sviluppi differenti”.

“Anche nella crisi dei valori – ha proseguito il presidente – che attraversa il continente in un secolo che ha conosciuto gli orrori del nazismo e del fascismo e quelli del comunismo, la cultura resta un argine, come testimonia il coraggioso discorso pronunciato da Miguel de Unamuno proprio in questa università il 12 ottobre 1936: “Venceréis, pero no convenceréis”: parole che diventano simbolo contro le forze autoritarie e difesa della ragione, della coscienza libera. L’Europa, insomma, trova il suo fondamento nella dignità umana, nella solidarietà, nei valori civili”, ha ribadito Sergio Mattarella, insistendo sull’europeismo in questa difficile fase della storia: “In queste fondamenta abbiamo fiducia: non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea. Dobbiamo ritrovare un’Europa nucleo indispensabile per il mantenimento di quelle relazioni pacifiche che la Carta di San Francisco aveva messo al centro della missione identitaria delle Nazioni Unite”.

“Pace e diritti umani – ha ancora sostenuto Mattarella – non costituiscono ambiti distinti, bensì dimensioni complementari di un progetto normativo volto a superare la logica del sistema westfaliano. La pace insomma non coincide con qualsiasi equilibrio ma si realizza in presenza di condizioni di giustizia e di inclusione (…) Anche a questo riguardo la distanza tra la formulazione universalistica della norma e la realtà politica di questo periodo appare immane. La frequenza di violazioni sistematiche dei diritti umani, favorite dal tentativo di rendere marginali le Nazioni Unite, affievolisce l’efficacia dell’ordine internazionale e dei suoi principi. Osserviamo l’involuzione del sistema multilaterale di controllo degli armamenti e delle relative misure di fiducia reciproca, faticosamente costruite nel periodo della Guerra fredda e nella fase successiva alla caduta dell’impero sovietico. Stiamo assistendo a un progressivo indebolimento fatto di sospensioni, ritiri, mancati rinnovi”.

Infine, il passaggio decisivo sulla postura che dovrebbe avere l’Europa in questo momento: “Cosa può fare l’Europa a fronte della recessione del modello cooperativo multilaterale nella gestione dei rapporti tra gli Stati? Accettare che esso venga soppiantato da una visione contrattualistica fondata sulla competizione? Tocca all’Europa saper dire di no. Dire di no all’ampliamento dei conflitti, a una perenne instabilità, con la moltiplicazione dei fronti di crisi. Come dimostrano le drammatiche vicende che, a partire dal sanguinoso attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, vedono oggi Iran, Libano, l’intera regione medio-orientale e del Golfo, al centro di un arco di crisi di cui non si intravede lo sbocco, con gravissime conseguenze sulle popolazioni. Dall’assalto russo all’Ucraina in poi si è intensificata la convinzione che l’aggressione possa essere regolarmente praticata nei rapporti internazionali”.

“Può apparire che rimanere attaccati a un ordine e a istituzioni che stanno perdendo autorevolezza, efficacia, finanziamenti, sia una ricetta certa per la marginalizzazione del nostro continente. Eppure – ha concluso il nostro presidente della Repubblica a Salamanca -, prendere atto dei cambiamenti in corso e non limitarsi a subirli significa avere il coraggio di proporre una visione alternativa alla mera legge di chi appare più forte. È la strada che l’Europa può e deve percorrere. Una visione e dei principi al cui servizio dobbiamo porre strumenti e modalità di azione nuovi e flessibili. Adatti ai tempi e fondati su un pensiero sviluppatosi nei secoli, a cui Spagna e Italia hanno ampiamente contribuito”.

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Redazione FIRSTonline

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