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Vertice Nato Ankara, Trump conferma l’alleanza. Meloni: “Più spese militari ma non a danno del welfare”

Дата публикации: 08-07-2026 19:28:42


La dichiarazione finale di Ankara conferma il ruolo centrale dell’articolo 5 che stabilisce il vincolo di mutuo soccorso per uno Stato membro attaccato e riconosce l’aumento degli impegni spesa verso il 5% dei Paesi europei. Nessun chiarimento tra Trump e Meloni
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La dichiarazione finale di Ankara conferma il ruolo centrale dell’articolo 5 che stabilisce il vincolo di mutuo soccorso per uno Stato membro attaccato e riconosce l’aumento degli impegni spesa verso il 5% dei Paesi europei. Nessun chiarimento tra Trump e Meloni

Vertice Nato Ankara, Trump conferma l’alleanza. Meloni: “Più spese militari ma non a danno del welfare”

Non era per nulla scontato che tutto potesse filare liscio e che si sarebbe arrivati a concordare una dichiarazione finale come quella che ha chiuso il vertice Nato di Ankara. Trump è sempre Trump e nonostante tutti gli sforzi del segretario della Nato Mark Rutte e del presidente della Turchia Tayyp Erdogan il rischio che il presidente americano avrebbe potuto far fallire un vertice cruciale per la sicurezza globale in una fase delicata del quadro geopolitico non era affatto remoto. 

È invece, a un anno dal vertice dell’Aja che ha stabilito l’aumento della spesa per la difesa al 5% del Pil entro il 2035, la dichiarazione finale di Ankara conferma il ruolo centrale dell’articolo 5 che stabilisce il vincolo di mutuo soccorso per uno Stato membro attaccato, riconosce l’aumento degli impegni spesa verso il 5% dei Paesi europei e del Canada, annuncia nuovi contratti per 50 miliardi di dollari missili di precisione, conferma il sostegno irrinunciabile all’Ucraina alla quale vengono destinati 140 miliardi di dollari in aiuti per i prossimi due anni ed esclude la possibilità che l’Iran possa dotarsi dell’arma nucleare mentre si impegna a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

Trump: “Abbiamo attaccato l’Iran perché hanno violato il cessate il fuoco”

Trump spiega che gli ultimi attacchi all’Iran sono stati motivati dalle violazioni di Teheran al “cessate il fuoco”. Un Iran “malato e bugiardo” per Trump che dice: “Non sono sicuro di volere più accordo con loro. Possiamo giocare ma non sono sicuro di volere un accordo. Finiamo semplicemente il lavoro”. E comunque assicura Trump: “La guerra non ricomincerà, sarà una cosa rapida”. Quanto agli alleati Trump prima li accusa di averlo lasciato solo nella guerra all’Iran ma poi dice di aver “sentito amore”. Se la prende soprattutto con la Spagna mentre con l’Italia ci sono state “défaillance” ma il rapporto è buono. Insomma gli Stati Uniti confermano il loro ruolo di socio di maggioranza dell’Alleanza che si aspetta dagli alleati un aumento dei contratti per l’acquisto di sistemi d’arma Made in Usa. 

La partita delle spese militari gioca un ruolo sempre più centrale in Europa

“La Spagna è stata cattiva, l’Italia è stata buona e quasi tutti sono stati buoni, hanno avuto un momento cattivo”, ha detto Donald Trump sottolineando che “al di là dei piccoli screzi ci amiamo”. Il presidente ha quindi ribadito l’unità all’interno della Nato: “Non ho mai visto una cosa del genere”. Ma è sempre più chiaro che la partita delle spese militari sta giocando un ruolo centrale per lo sforzo europeo che non riguarda solo l’obiettivo del 5% del pil entro il 2035 ma la possibilità da parte americana di aggiudicarsi commesse per la produzione militare. L’aiuto finanziario a Kiev è infatti sempre di più su spalle europee e gli Stati Uniti puntano a far produrre da Kiev partita missili Patriot come alternativa ai Samp/T di nuova generazione del consorzio Eurosam (partecipato dal gruppo italo-francese Mbda e da Thales), in grado di intercettare minacce a corto e lungo raggio, missili balistici.

Meloni: “Ho investito sull’unità dell’Occidente, con o senza Trump”

Nessun chiarimento comunque tra Trump e Meloni, che non è voluta tornare sulla questione ma ha assicurato che l’Italia rispetterà i suoi impegni senza penalizzare le spese per sanità e welfare: “Per quello che riguarda l’investimento politico – dice la premier italiana – io non mi pento assolutamente di nulla di quello che ho fatto. Ho fatto un investimento politico per convinzione sull’unità dell’Occidente, l’ho rivendicato a 360°, non è una strategia che ho messo in campo con l’arrivo di Donald Trump – ha aggiunto -. L’ho fatto con tutti gli interlocutori che ho trovato di fronte, chiaramente con Donald Trump c’erano delle affinità, ci sono delle affinità su alcuni temi della politica, per cui chiaramente ritenevo che potesse essere più semplice”. E sull’utilizzo delle basi Usa in Italia ha ribadito: “Linea chiara, non partecipiamo ad attacchi all’Iran”.

Sulle spese per la difesa la Meloni sostiene che “se investiamo nella nostra difesa, quei soldi devono restare in Italia, nelle nostre fabbriche, nella nostra ricerca, nei nostri territori, se aumentiamo le risorse che investiamo senza porci il problema politico di come garantiamo il nostro controllo delle filiere fondamentali della difesa, rischiamo di pagare per finanziare la nostra dipendenza”. 

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Gerardo Pelosi

Giornalista, dal 1980 corrispondente diplomatico de Il Sole 24 Ore per oltre 30 anni, dopo aver lavorato al Gazzettino di Venezia e in Agenzia Italia come giornalista economico. Ha guidato l’Ufficio Stampa del Ministro del Commercio Estero dal 1987 al 1990. Consigliere alla comunicazione del Ministro degli Esteri nel 2001 e 2002. Ha seguito tutti i Consigli Europei e i vertici G7, G8 e G20 fino all’ultimo presieduto dall’Italia del 2021. Ha partecipato a numerose missioni dei Ministeri della Difesa e degli Esteri in Iraq, Afghanistan, Libano, Kosovo. Ha fatto parte della missione 2012 Enea CNR alla base Zucchelli in Antartide e ha seguito le spedizioni al campo base del K2 in Pakistan nel 2004 e 2010 e al laboratorio Piramide al campo base Everest in Nepal nel 2013.

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