In caso di shock anafilattico, l'adrenalina salva la vita: in quali situazioni è fondamentale e il punto sulla disponibilità degli autoiniettatori.
Le malattie allergiche rappresentano oggi una delle principali sfide sanitarie contemporanee. In Italia si stima che fino a un italiano su tre soffra di una patologia allergica, con una prevalenza in costante aumento e un impatto crescente sulla qualità di vita e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
In Europa, oltre 150 milioni di persone convivono con allergie croniche, un numero destinato a crescere ulteriormente anche a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento ambientale e dei cambiamenti degli stili di vita. In certi casi, questi quadri assumono caratteristiche di gravità tali da mettere a rischio la vita.
Accade in caso di anafilassi, con una serie di problemi che si manifestano assieme e mettono a rischio la vita. Per questo, ogni minuto conta. Lo ricordano gli esperti dell’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri (AAIITO) nel corso del congresso di Bari.
Cure uguali per tuttiL’adrenalina rappresenta il trattamento di prima linea per bloccare una reazione allergica grave e potenzialmente fatale, che può insorgere rapidamente dopo l’esposizione ad alimenti, farmaci, punture di imenotteri o altri allergeni.
Ma in Italia l’accesso agli autoiniettori di adrenalina, dispositivi che consentono al paziente o a chi lo assiste di intervenire tempestivamente in attesa dei soccorsi, non è ancora garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Lo dice una recente analisi nazionale condotta con il contributo dei referenti regionali della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) e dell’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri (AAIITO), che ha fotografato le differenze regionali nella disponibilità e nel rimborso degli autoiniettori di adrenalina nella popolazione pediatrica e adulta.
Il lavoro rappresenta la prima analisi nazionale dedicata a questo tema in Italia e mostra un quadro disomogeneo, con differenze rilevanti tra Regioni e tra bambini e adulti. Nei bambini, la maggior parte delle Regioni prevede il rimborso di due autoiniettori l’anno, ma non mancano eccezioni o situazioni in cui il secondo dispositivo è riconosciuto solo in presenza di specifiche condizioni. Negli adulti, invece, la variabilità appare ancora più evidente: in molte Regioni il rimborso di due autoiniettori è limitato a casi selezionati, come mastocitosi sistemica, anafilassi bifasica o severa, precedenti episodi quasi fatali, obesità grave o residenza in aree remote.
Le raccomandazioni europee indicano che i pazienti a rischio di anafilassi dovrebbero avere sempre a disposizione due autoiniettori di adrenalina e portarli con sé. Questo perché in alcune situazioni una sola somministrazione può non essere sufficiente, i sintomi possono ripresentarsi o l’arrivo dei soccorsi può richiedere più tempo del previsto.
Come funziona l’autoiniettore e chi rischia di più“L’autoiniettore di adrenalina è uno strumento essenziale nella gestione dell’anafilassi fuori dall’ospedale. Garantire un accesso equo significa aumentare la sicurezza dei pazienti e delle famiglie – sottolinea Alessandro Marra (ASST Rhodense, Presidio Ospedaliero di Garbagnate Milanese, Milano), coautore dell’analisi. Le differenze regionali rischiano di creare percorsi non omogenei e di rendere meno prevedibile la risposta in caso di emergenza.
È necessario lavorare a una maggiore armonizzazione delle politiche di rimborso e approvvigionamento, insieme a programmi di educazione rivolti a pazienti, caregiver, scuola e operatori sanitari”.
L’anafilassi è una reazione sistemica tempo-dipendente, che richiede riconoscimento rapido e trattamento immediato. Nel bambino, i principali fattori scatenanti sono spesso gli alimenti, tra cui latte, uova e frutta a guscio. Negli adulti, invece, sono più frequenti le forme correlate a farmaci e veleno di imenotteri. Tra i fattori associati a reazioni più severe vengono segnalate anche patologie respiratorie, come l’asma, e condizioni quali la mastocitosi.
L’adrenalina autoiniettabile consente al paziente o al caregiver di somministrare rapidamente il farmaco in caso di reazione anafilattica. È indicata per le persone a rischio e rappresenta il trattamento di prima linea nell’emergenza anafilattica. La disponibilità di due autoiniettori è raccomandata perché in alcune situazioni una sola dose può non bastare, i sintomi possono ripresentarsi o l’arrivo dei soccorsi può richiedere più tempo del previsto.
“Le allergie oggi rappresentano una sfida sanitaria molto più ampia di quanto comunemente si percepisca-, spiega Francesco Murzilli, Presidente AAIITO. Non parliamo soltanto di rinite stagionale o di altre manifestazioni cliniche con sintomi lievi, ma di patologie che possono compromettere pesantemente la qualità di vita dei pazienti e, nei casi più gravi, metterne a rischio la vita stessa. Allo stesso tempo stiamo vivendo una fase di profonda evoluzione scientifica, con nuove conoscenze immunologiche e nuovi trattamenti biologici che stanno cambiando la storia naturale di molte malattie allergiche”.
Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.
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