“Entra nel vivo il secondo anno di attività di Play for the Future”, il programma promosso da Fondazione Milan, Fondazione CDP e FIGC in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità. L’iniziativa utilizza lo sport come leva di inclusione sociale per favorire il reinserimento dei minori e dei giovani […]
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“Entra nel vivo il secondo anno di attività di Play for the Future”, il programma promosso da Fondazione Milan, Fondazione CDP e FIGC in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità. L’iniziativa utilizza lo sport come leva di inclusione sociale per favorire il reinserimento dei minori e dei giovani adulti coinvolti nei circuiti penali, attraverso percorsi di educazione sportiva e orientamento professionale.
La prima stagione del progetto triennale, attivo nelle sedi di Napoli, Catania, Palermo, Milano e Airola, è stata presentata all’Istituto Comprensivo Giovanni Falcone di Palermo, in occasione della finale del torneo che ha visto protagonisti i beneficiari e le associazioni del territorio. “Nel corso del primo anno, il progetto ha coinvolto complessivamente 109 giovani sottoposti alla misura penale della messa alla prova”, registrando un impegno costante e una crescita personale significativa grazie alla combinazione di attività sportive, laboratori valoriali e momenti aggregativi.
Sport, formazione e nuove competenze per costruire il futuroAll’interno degli Istituti Penali per i Minorenni, i partecipanti apprendono i fondamenti del gioco del calcio e le competenze necessarie per affiancare un istruttore nella gestione delle attività sportive. Al termine del percorso, curato dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, viene rilasciato l’attestato “Corso Grassroots Livello E – Social Football”, riconosciuto sia all’interno degli istituti sia presso società sportive esterne.
Percorsi personalizzati e orientamento al lavoroPer i minori e i giovani seguiti dai Servizi minorili della Giustizia, il progetto prevede anche percorsi individuali di educazione sportiva e orientamento professionale, con bilancio delle competenze e accompagnamento all’inclusione lavorativa. Le testimonianze dei partecipanti confermano l’impatto positivo dell’iniziativa, che favorisce collaborazione, rispetto, costanza e una nuova consapevolezza nel modo di affrontare le sfide quotidiane.
Una rete istituzionale a supporto del reinserimentoIl modello di intervento si basa su una stretta collaborazione con il sistema della giustizia minorile, grazie al coinvolgimento dei funzionari dell’area pedagogica degli Istituti Penali per i Minorenni e degli operatori degli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni. Un lavoro congiunto che permette di individuare i beneficiari, monitorare i percorsi e costruire strumenti di valutazione dell’impatto sociale del progetto.